debòscia - 'modo di vivere sregolato e corrotto'. Derivato: debosciato - 'chi è in uno stato di fiacchezza morale e fisica a causa del vizio e della sregolatezza dei costumi'.
Deriva dal francese débauche (1499), débauché (part. pass. di débaucher), di etimologia incerta; la voce deriverebbe da bau (balc, XIII sec.) 'trave', di origine germanica; il significato iniziale del verbo doveva essere quello di 'sgrossare il legno per farne delle travi', da cui 'separare', 'distogliere dal lavoro, dal dovere'.
Visto che avete risposto così in tanti all'indovinello, dò la soluzione:
biluxare è termine italiano-ticinese e significa 'fare i fari, lampeggiare con gli abbaglianti'. A me piace tantissimo e, quando l'ho letto sul Corriere del Ticino, ho sorriso perché l'ho ritenuta una parola davvero curiosa. In effetti, in italiano esiste l'aggettivo biluce, composto di bi- e luce e designa una 'lampada per fari di autoveicoli dotata di due filamenti: uno dà origine al fascio di profondità che illumina la strada in lontananza, l'altro dà origine al fascio anabbagliante'.
No, non si tratta dell'etimologia della parola indovinello ma proprio di un indovinello che propongo (la sede mi sembra abbastanza idonea, nonostante tutto). Si tratta di indovinare il significato semantico della parola qui sotto. Secondo voi, cosa significa
biluxare?
Attendo le vostre risposte.
A presto, forse già a domani.
fasullo - 'falso, non genuino' (1942, ma forse già 1940).
Si tratta di una voce della parlata giudeo-romanesca, attestata a Roma nel 1898 col significato di 'cattivo', e nel 1908 col significato di 'falso'; deriva dall'ebraico pāsūl, 'illegittimo, invalido'; la voce si è divulgata in Italia durante la seconda guerra mondiale per opera dei giornali umoristici e dei film.
geyser - 'manifestazione di vulcanismo rappresentata da emissione violenta e intermittente di getti di acqua calda mineralizzata' (1875).
E' voce islandese Geysir, in origine nome proprio di una regione termale; letteralmente, 'pozzo ad eruzione spontanea', di ambito nordico, giunta in italiano tramite l'inglese (1780).
gulp - 'riproduce il rumore che si fa deglutendo a vuoto per sorpresa, paura e simili' (1964, U. Eco).
E' voce inglese gulp, verbo 'inghiottire, trangugiare', e sostantivo 'sforzo nell'ingoiare'; di origine imitativa, in italiano reinterpretato come onomatopeica.
guru - 'in India, maestro spirituale o capo religioso' (1956); 'abito a casacca, specialmente maschile, lungo fin quasi alle ginocchia, accollato e con maniche lunghe' (1969).
Deriva dal sanscrito col significato originario di 'grave, venerabile', che l'accosta ai corrispettivi greco (barys) e latino (gravis). La casacca è stata egualmente chiamata guru perché imita quella tradizionalmente indossata dal guru.
staoteràn - avv. (ladino-veneto, nell'agordino). 'L'anno prossimo'.
Come meglio chiariscono le varianti stalteràn, stanteràn, è da interpretarsi letteralmente '(que)st'altro anno'.
stare al caro amico - locuz. (umbro, a Todi). 'Trovarsi al punto di partenza, all'inizio di un lavoro o di un'impresa'.
E' tratto dall'usuale formula con cui si comincia una lettera: Caro amico,...
Analoga spiegazione sarà valida per l'altra locuzione umbra (a Spello) sta' a ccarissimu amicu, 'stare al verde'.
sta' o méttese in pómu - locuz. (marchigiano, a Macerata). 'Mettersi in mostra'
Dal pómu, "parte terminale della gruccia, su cui si posa la civetta per uccellare".
stanco - s.m. (ligure; toscano - all'Isola d'Elba). 'Tabaccaio'.
Deriva dallo spagnolo estanco, da estancar, 'ristagnare l'acqua' e poi, per un comprensibile passaggio, 'monopolizzare i generi di privativa'. Dallo spagnolo oppure dal catalano estanc, provengono il sardo logudorese istancu e il campidanese stangu, 'privativa, tabaccheria'.
stambita - s.f. (campano, nell'irpino), 'incomodo, strapazzo'; (in toscano, a Monte Amiata, stampita, 'veglia', e a Montepulciano 'complimento, esitazione').
Proviene dall'italiano antico stampita, 'discorso noioso', ma originariamente 'canzone a ballo', che è il significato del provenzale estampida, a sua volta dal germanico stampjan, 'pestare'.
sènaca svenàto - s.m. (toscano; in veneto, a Venezia, è s.f.: sènaca svenada; istriano siènaca svenada; laziale, a Ferentino, sènica sbunata), 'persona magra e slavata'; ma nel laziale di Amaseno, sèneca sbënata, 'donna scarmigliata, che cerca il marito o cosa che l'interessi molto'.
Dal filosofo latino Seneca, che si fece svenare nel bagno; la terminazione in -a del suo nome determinò popolarmente il diffuso genere femminile
sensòs - s.f. (piemontese; emiliano). 'Zanzara'.
Letteralmente, 'senz'ossa', denominazione non derivata da particolari ragioni onomasiologiche, ma alterazione, con successiva reinterpretazione paretimologica, della base zinzala (del latino tardo), da cui l'italiano zanzara, italiano antico zanzala, e numerose denominazioni dialettali dell'insetto (V. sarapica).
Il concetto di 'senz'ossa' ricorre anche in uno dei rarissimi indovinelli sulla zanzara che si dice a Palermo: "Bona notti, trummittieri! Levi sangu e 'un si' varbieri. Vai vulannu e 'un si' aucieddu, si' senz'ossa, muvirieddu!" [Buona notte, trombettiere! Cavi sangue e non sei barbiere. Vai volando e non sei uccello, sei senz'ossa, poverello!] (Ma 'poverello' potrebbe anche intendersi 'indovinello', se è da leggersi (n)nuvinieddu).
sén² - s.m. (ladino centrale), 'ira, collera'; (ladino-veneto), 'testardaggine'.
Deriva dall'antico e medio alto tedesco sin, di significato analogo. Dal sostantivo Sén o dal tirolese sinnig, 'adirato, stizzito', dipendono le forme verbali del ladino centrale ziniché, e del ladino-veneto zinnicà, 'stuzzicare, infastidire, detto generalmente di bambini che stuzzicano con dispetto altri bambini'; con gli aggettivi rispettivi zinicóus e zinicós, 'litigioso, stuzzichino'.
mahdī - 'nell'islamismo, il profeta occulto che verrà a completare l'opera di Maometto' (1554). Derivati: mahdismo - 'qualificazione delle correnti religiose e politiche islamiche che professano la fede nell'avvento del Mahdi' (1891); mahdista - 'seguace del mahdismo'.
L'etimo è voce araba che propriamente significa 'il ben guidato', e deriva dal verbo hadā, 'condurre nella giusta via'. I derivati trovano corrispondenza nell'inglese mahdism (1884) e mahdist (1885), entrati nell'epoca della reazione alla colonizzazione del Sudan.
mai - 'nessuna volta, in nessun tempo, in nessun caso' (av. 1250); 'qualche volta, in qualche caso' (1300-13). Locuzione: il giorno del mai - 'il giorno che non verrà' (1939-1940); anche: il giorno di San Mai.
L'etimo è dal latino magis, 'più', 'piuttosto', facilmente troncato in posizione finale. Mai, originariamente indicava il perdurare di un'azione (ormai: 'd'ora innanzi', sempre mai 'per sempre').
manichino - 'fantoccio snodabile usato come modello da pittori e scultori' (1869; in milanese, manechèn nel 1841); 'fantoccio, di legno o di plastica e simili, a sembianze e membra femminili o maschili usato dai sarti per confezionare abiti e nei negozi per esporli' (av. 1936).
E' dal francese mannequin (1467), a sua volta dal fiammingo mannekijn, 'ometto', ('piccolo' (-kijn), 'uomo' (manne)), 'bambolina'.
Ostacolato dai purisiti, ha solo in parte perduto terreno: "Indossatrice sostituisce mannequin per indicare la persona, mentre per l'oggetto resta in vita l'adattamento manichino" (Migliorini).
lava - 'magma traboccante alla superficie allo stato fluido, da un vulcano' (1663); 'magma solidificato alla superficie, emerso da un condotto vulcanico' (av. 1799). Derivato: làvico - 'di lava' (1905).
E' voce napoletana (a sua volta dal latino labem, 'scivolamento') col significato principale di 'torrente d'acqua piovana'; è da aggiungersi il siciliano lavina, 'ruscello', e lavinaru, 'grosso canale; torrente'; attraverso tali voci si spiega facilmente la sua origine. L'aggettivo, tuttavia, ripete il francese lavique. Il significato di 'colata vulcanica' ha prevalso su quello di 'frana, lavina' (1811).
lavagna - 'ardesia' (av. 1597); 'lastra di ardesia appositamente montata per scrivervi col gesso' (1664).
Lavagna di panno, 'sussidio didattico consistente in un panno scuro che si appende al muro o sulla lavagna di ardesia, e su cui si collocano figure e simboli vari in cartone adesivo' (1973), anche: lavagne pannografiche (1972).
Lavagna deriva dal nome della località ligure Lavagna, in latino medievale Lavarnia, Lavarnius (XIII sec.), tratto dal personale latino Libarnius, 'di, da, Libarnia (oggi Serravalle). La provenienza dalla Liguria è confermata da alcuni sinonimi dialettali.
làuto - 'abbondante, splendido, sontuoso' (1470 ca). Derivato: lautezza - 'qualità di lauto' (1304).
Voce dotta latina lautum, aggettivo verbale di lavare, quindi, propriamente, 'bagnato, lavato', poi 'elegante, distinto', e infine 'ricco'.
majorette - 'ragazza che, vestita con una divisa che ricorda quella degli antichi tamburini, precede una sfilata o un corteo, recando una mazza con cui segna il passo o la musica' (1973).
Voce dell'inglese d'America (1941: "the so-called majorette"), dal precedente (1938) drum-majorette, femminile di drum-major, 'il tamburo (drum) maggiore (major)'; costume e parola sono entrati anche in francese fin dal 1960.
magari - interiezione che esprime forte desiderio o speranza (macara av. 1250; magara av. 1303); 'volesse il cielo che', 'forse, probabilmente', 'anche, persino'.
E' dal greco makári, dal vocale makárie dell'aggettivo makários, 'felice, fortunato'.
lussuria - 'brama sfrenata di godimenti carnali, sensuali' (av. 1294). Derivato: lussurioso - 'che è dedito al vizio della lussuria' (XIII sec.), 'che rivela lussuria' (av. 1306).
Voce dotta latina luxuriam, che, con l'aggettivo derivato luxuriosus, deriva da luxum nel senso originario di 'eccesso', ma è un'estensione tarda nei confronti di altri significati, piuttosto tecnici, come 'eccesso di vegetazione' (conservato nell'italiano lussureggiare) e 'eccessivamente bizzarro' (di animali).
massone - 'membro della massoneria (1865). Derivati: massoneria - 'associazione segreta costituitasi nel XVIII sec. in Inghilterra, ispirata al razionalismo, al deismo e al principio dell'affrancamento da soggezioni politiche' (av. 1872); per estensione, 'tendenza all'aiuto reciproco fra appartenenti a uno stesso ambiente' (1809); massonico - 'della massoneria' (1807).
Forma breve di frammassone, adattamento del francese franc-maçon, che a sua volta è un calco di freemason. Da notare che mazzone, 'muratore' è della fine del XIII sec., e mazzoneria nel senso proprio di 'arte muratoria', era già entrata in italiano nel Quattrocento.